La soglia di sopportazione del popolo italiano alle prese per i fondelli sembra crescere con gli anni, anziché diminuire. Così come non sembra che il senso del ridicolo di questo paese si possa plausibilmente risvegliare.
Quel che sta succedendo in queste ore sul referendum nucleare (e, ovviamente temutissimi, gli altri due: legittimo impedimento e acqua) ne è un meraviglioso esempio.
Diciamo che il merito del cabaret politico italiano mi (ci?) interessa da zero a niente. Viceversa sulla questione nucleare (Sì, No, Boh!), vorrei dire la mia, non perché l’opinione di uno sposti niente e nessuno, ma perché è la candida testimonianza di uno che qualcosa ne sa, per antichi studi e letture, e che, recentemente, ha cambiato (radicalmente) idea sull’argomento NUCLEARE.
Premetto un breve ancorché irrilevante profilo personale: sono un ex favorevole alle centrali con un passato di studi scientifici. I motivi per essere favorevoli all’impiego dell’energia da FISSIONE sono molti e, benché io oggi li ritenga insufficienti, non sono da scartare in blocco e con leggerezza. Le problematiche energetiche alle quali ci troveremo di fronte entro il breve arco dei prossimi anni potranno incidere in modo doloroso sulla nostra vita quotidiana.
Non si tratterà soltanto di un problema economico e ambientale, ma anche di una questione che metterà in pericolo, forse già da oggi, la struttura democratica dei paesi più industrializzati. Più sotto vedremo perché.
Partendo quindi da una radicata convinzione a favore della necessità attuale di ricorrere alla fissione nucleare, sono addivenuto all’idea di votare probabilmente Sì al referendum p.v. (se si farà).
Ciò per un semplice motivo: il problema non sono né le scorie né gli incidenti nucleari, bensì le centrali stesse. Mi spiego. Le scorie si possono smaltire, neutralizzare, gestire. Gli incidenti capitano e ne possono avvenire di orrendi anche in processi inustriali chimico-energetici. Ma la più sicura e moderna centrale a fissione, costruita, per es., in mezzo alla tettonicamente stabilissima Germania, una volta esaurita la sua vita utile rimarrà lì per sempre, mostro radiattivo sepolto in un sarcofago di cemento ma ancora bollente per milioni di anni. Chi si prenderà cura di mille di questi draghi dormienti sotto altrettante montagne? Questo è il motivo per dire di NO alla FISSIONE.
Il vero futuro dell’energia sono la FUSIONE nucleare (documentati Italia!) quando arriverà e, soprattutto, il DECENTRAMENTO ENERGETICO (biogas, fotovoltaico sulle coperture degli edifici, ecc.).
Quindi, ignorate i disonesti che dicono Sì (e votano No) alla fissione solo per il tornaconto dei loro Amici e andate a votare, il prossimo Giugno “Sì” per dire No.
Confusione quantomai opportuna…
Un saluto…