NAVIGAZIONE
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Quasi un anno fa alcuni coraggiosi tentarono di dare una vita propria al portale
Prendere Parola, spinti dall'idea che un luogo aperto di discussione potesse rappresentare un dono appetitoso per tutti coloro che sentivano d'avere qualcosa da dire.
In questo lungo anno le energie di questo gruppo si sono purtroppo disperse in mille altre cose e la creatura, priva delle necessarie cure, ha cessato ogni evoluzione, ristagnando e lasciando che l'attualità di Siena e dintorni (se non del mondo intero) superasse il punto al quale eravamo arrivati...
O forse no?
In realtà, cercando tra le ultime e poche
news riguardanti Siena tra le fonti nazionali ci siamo assurdamente stupiti che gli unici argomenti (basket e "nera" a parte) di cui si parla sono:
1) La causa della curia senese contro Raffele Ascheri per il suo libro "La casta di Siena" (
www.agi.it), da noi a suo tempo (appunto) recensito:
Link interno
2) L'annosa questione dell'Aeroporto di Siena su Repubblica.it (
www.repubblica.it) di cui si parla qui:
Link interno
Strano che queste fossero proprio le ultime cose di cui ci eravamo occupati quasi un anno fa, vero?
L'unica altra questione emersa nel frattempo è quella del prossimo crack finanziario dell'Università degli Studi di Siena, pare (
espresso.repubblica.it).
Ci si può immaginare la nostra sorpresa quando, dopo aver lungamente pensato a ben altro, ci è capitato di porre nuovamente la nostra attenzione sulle cose senesi: niente di nuovo, a quanto pare...
Pare, infatti, ma non è affatto così.
La questione aeroporto, per esempio, che tanti clamori provocò lo scorso anno e che fu, in ultima analisi, motivo di lacerazioni e litigi, nonché oggetto di una barbara campagna stampa, volta a un curioso
terreur mediatico (4 milioni di passeggeri, poi "500.000 viaggiatori entro il 2011") di cui ancora oggi non sono del tutto chiari gli scopi, si è ridotta in un niente, come era lecito aspettarsi. Già all'epoca del vecchio blog de' il Campo delle Idee avevamo avanzato il presentimento e il sospetto che le cose si sarebbero risolte in nulla e ciò, tra le altre cose, ci costò alcuni dei più gustosi epiteti che mai ci siano stati rivolti.
Stessa cosa per la "casta" di Ascheri: niente di nuovo, a parte il fatto che, evidentemente, i "buoni pastori" ritengono che tutti, tra le proprie fila, debbano essere protetti: Dio poi riconoscerà i suoi... e li destinerà se è il caso alle
fiamme (a buoni intenditori...).
Ma è inutile rivangare. Quel che ci proponiamo con questo piccolo articolo non è tanto indagare fatti e misfatti, ma piuttosto riprendere un discorso e rilanciare l'idea che ci sia molto da dire e tutto il bisogno del mondo di dirlo.
Mentre ancora si discute (anche se sotto tono) di aeroporti, il tratto senese della Siena-Grosseto non "decolla" e nessuno ci dice perché (ce lo dite, il perché?) e la gente muore.
Il sistema ferroviario langue, nonostante l'antico piano di rilancio sottoscritto da Ministero, Regione e Province varie. Perché? (Ah, già, ora ci risovviene ciò che ci fu detto ai tempi: i treni sono un residuo romantico del XIX secolo e il futuro sono gli aerei: andremo a Firenze in aereo, quindi?).
La sicurezza di quella trappola mortale che è la Siena-Firenze, ingresso padronale alquanto mal tenuto alla città e alla provincia, viene affidata a una ridicola teoria di costosissimi autovelox, anziché a un superfluo mantello di asfalto drenante. Come mai?
La città e la provincia vengono stritolate da una massa abnorme di insediamenti e non si fanno le strade minime sufficienti per sostenere il maggior flusso di auto (vi è capitato di farvi un giro per viale Mazzini verso la
rush hour? E che dire della situazione a Colonna San Marco?).
Pourquoi?
Tutta roba vecchia, certo: se ne parlava già un secolo fa. Che barba!
Ebbene? Qualcuna di queste questioni ha trovato risposta?
Vi aspettiamo qui per porci insieme qualche altra domanda e, magari, prenderci insieme la responsabilità di...
Prendere Parola.
P.s.
Tutto ciò non toglie davvero l'apertura del portale a tematiche assai più leggere. Chi volesse collaborare può inviarci tutto ciò che vuole: cronaca culturale, brevi racconti, ecc.
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