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Cari lettori, cari autori,
con questo primo pezzo, dal carattere squisitamente introduttivo, nasce il... portale? Blog? Magazine? Nasce in ogni caso il sito web "
Prendere Parola".
Comunque lo si voglia definire,
Prendere Parola si apre come spazio di libero scambio per le idee, luogo di visibilità per TUTTI i punti di vista ed esperimento sui modi del libero scambio d'informazioni e punti di vista.
L'articolo 19 della
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo sancisce la libertà di "[...] cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo [...]". Un principio altamente democratico la cui applicazione sembra quasi pensata, in un'epoca assai anteriore alla sua ideazione, proprio per le potenzialità di comunicazione messe a disposizione da Internet.
Questo vincolante passaggio di uno dei trattati fondamentali del diritto internazionale, ribadito dall'articolo 11 della
Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, stabilisce esplicitamente il principio della libertà di utilizzo passivo ed attivo del mezzo di comunicazione, dando modo ad ogni cittadino di adempiere al proprio diritto/dovere di esprimere un punto di vista sui temi di interesse pubblico, sulle scelte politiche e sulle condizioni di vita di tutti.
Il problema principale che ci siamo dovuti porre nel pensare questo "palco" per le idee di tutti, riguarda il mantenimento di un eventuale "alto livello qualitativo" dei contenuti, a fronte di un'ideale e assoluta libertà di accesso e di espressione.
Come in esperienze precedenti, abbiamo voluto distinguere due "livelli di comunicazione": da una parte i pezzi (articoli) d'apertura di ogni singola discussione, vagliati e selezionati in base al loro interesse, al loro contenuto informativo e, perché no, alla loro leggibilità.
Dall'altra i liberi commenti, intesi come strumento per il diritto di replica, occasione di integrazione e ampliamento e, in definitiva, modo in cui si dovrebbe concretizzare la vera missione di
Prendere Parola: la garanzia di un accesso attivo ai mezzi d'informazione.
La nostra idea è che tutti possano sottoporre articoli e commenti, con la possibilità però di filtrare quello che in altra sede abbiamo definito "rumore di fondo", cioè quell'attitudine di alcuni di abusare degli spazi di libera espressione per affermare ovvietà e imbastire sciocchi battibecchi, che poco hanno da invidiare al mediocre livello dei mezzi di comunicazione di massa tradizionali.
La critica che usualmente si muove a questo uso della Rete è proprio che in tal modo si dà spazio solo all'attitudine becera e volgare di pochi, rispetto alla silenziosità dei molti e al rifiuto d'intervenire di coloro che, idealmente, dovrebbero essere capaci di esprimere punti di vista "d'alto profilo": politici, giornalisti, intellettuali, ecc. La risposta tradizionale a questo "rischio", cioè mantenere "alto" il livello del dibattito con una selezione "qualitativa" e preventiva degli interlocutori, è sensata solo a prima vista . Troppo comodo!
Questa strategia di delimitazione del campo d'interlocuzione nasce, a nostro parere, da una difficoltà diffusa nell'intellighenzia a gestire punti di vista eterodossi. È il tremendo conformismo che investe tutte le categorie dei "lavoratori intellettuali" ciò che impedisce un pieno sviluppo di una comunicazione democratica, non il presupposto "basso livello" di chiunque non ricopra una carica ufficiale. Non saremo noi a dare simili "patenti": ognuno deve essere giudice delle proprie e delle altrui affermazioni. Ciò non toglie, naturalmente, che volendo offrire un simile servizio non ci si può sottrarre alla responsabilità di moderazione e perfino di censura, per evitare che il disegno di uno spazio libero si trasformi in un inutile ammasso di insulsaggini.
Si tratta evidentemente della ricerca di un equilibrio instabile e difficile. Il nostro atto di fiducia - se non di fede - è che uno spazio aperto non stimoli i livelli più bassi del "prendere parola", ma anzi accenda in tutti la voglia di dare sviluppo al proprio pensiero, argomentando, documentando e facendo lo sforzo di smorzare i toni più viscerali ed emotivi. L'ampio ritardo culturale di molte categorie insospettabili, dai professori universitari agli operatori dell'informazione, rende l'uso del mezzo informatico ancora tutto da esplorare, alla ricerca dei modi per garantire qualità, completezza e libero accesso.
Con questo spirito vogliamo dare avvio a una generale discussione sui temi della vita pubblica, astenendoci, con britannica aspirazione alla neutralità, da abbracciare i punti di vista di questa o quella forza sociale e politica, ma assicurando a tutti pari spazio e pari legittimità. Dire questo in Italia appare a noi per primi un vuoto esercizio retorico, ma è proprio quello che, da oggi in poi, cercheremo di fare.
Prendere Parola è infatti certificato "libero da collegamenti a movimenti e partiti politici", sia in senso negativo sia in senso positivo. Non saremo certo noi a barricarci dietro atteggiamenti discriminatori: siamo pronti a dare spazio a tutti, ma senza dipendere da nessuno. Vedremo nel tempo, se questa condizione d'isolamento si rivelerà infine un vantaggio o un handicap.
In ultimo, non possiamo esimerci dal sottolineare come
Prendere Parola nasca da Siena e per Siena, intesa come "vasta" comunità e non strettamente come città. Il primo dovere di servizio è quello di affrontare i temi di questo territorio così particolare, nella sua struttura sociale e antropologica, con le sue chiusure e le sue peculiarità.
Ciò certo non toglie che il respiro di molti argomenti che si affronteranno in questo spazio avranno spesso, almeno noi speriamo, un valore che trascenda il piano locale e il mero rapporto Siena-Resto del mondo. Un altro scopo importante è proprio portare questa città, questo territorio, nel dibattito nazionale su tutti i temi che fanno dell'Italia una democrazia incompiuta, non in senso deteriore, ma nel senso di quel necessario e continuo completamento di cui qualunque vera democrazia ha sempre bisogno.
Proprio per far questo è necessario che ci facciamo tutti carico delle nostre responsabilità e "prendiamo parola"!
Si prega di utilizzare questa discussione solo per commenti, risposte e ampliamenti riferiti all'articolo. Grazie.