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Discutiamo su*:

"La casta di Siena". Intervista a Raffaele Ascheri

di Daniela Langella - 29-12-2007

Ho letto l'ultimo libro di Raffaele Ascheri, "La casta di Siena" e, piuttosto che recensirlo, mi è sembrato interessante rivolgere all'Autore alcune domande nate dalla lettura del volume.
Introduco la mia chiacchierata con Raffaele riportando alcune notizie: tutte le 1500 copie che Raffaele Ascheri aveva fatto stampare e che poi ha personalmente distribuito nelle librerie di Siena sono andate esaurite in breve tempo. In assoluto il libro più venduto in Città nel mese di Dicembre. A questo marcato interesse di pubblico è corrisposto un silenzio pressoché unanime da parte dei mezzi di informazione locali. Giornali, radio e canali televisivi cittadini non hanno fatto menzione del "fenomeno editoriale", nemmeno per criticarne forme e contenuto. Abbiamo quindi voluto essere noi di Prendere Parola a coprire la notizia, ritenendo che, comunque la si pensi, non è mai giusto, né tantomeno professionale, ignorare ciò che muove un interesse così diffuso.
Raffaele, sull'onda del lavoro di Rizzo e Stella col libro "La Casta", ha fatto le pulci, con uno stile e un approccio suoi, all'establishment locale, tratteggiandone un ritratto impietoso.
Politici e giornalisti, ma anche prelati e amministratori sanitari. L'autore ha documentato e messo nero su bianco quel che siamo oramai abituati a sentire nei salotti, nei bar e agli angoli di strada. Libro alla mano gli si potranno muovere critiche di ogni genere, ma non gli si potrà certo rimproverare mancanza di coraggio.
Il pregio innegabile di questo libro sta nell'aver espresso pubblicamente un parere dissonante, e l'averlo ignorato non è di nessuna utilità, né per la "casta" senese, né per la stampa locale: i dati e le informazioni possono o non possono essere smentiti a seconda che le critiche fatte siano o non siano ben documentate. Però rifiutare il confronto fa sempre una brutta impressione e, nel caso, non rende giustizia alla sportività e allo humor dei criticati.
Onore dunque al merito dell'autore, anche solo perché chi tace in pubblico dovrebbe farlo anche in privato, e smettere di lamentarsi per ogni cosa nascondendo la bocca dietro la mano.

Passiamo ora all'intervista.

D.: Raffaele, iniziamo con "l'ambientalismo alla senese": il caso Monticchiello e la geotermia amiantina. Spesso le ragioni che vengono portate a sostegno di decisioni in merito a grandi interventi urbanistici, infrastrutturali e viari sono quelle dell'occupazione, dello sviluppo e del miglioramento della qualità della vita in generale. Tu sembri molto scettico sulla veracità di queste motivazioni... Ci potresti spiegare quali sono, secondo te, le ragioni reali dei tanti progetti di cui si sta parlando o di cui già si vede la realizzazione?

R.: Affermo solo una cosa che, politicamente, è incontestabile, se si ha onestà intellettuale: se quello che è stato fatto nel territorio di Siena negli ultimi anni fosse stato deciso da un governo locale di centro-destra, il centro-sinistra del Senese sarebbe insorto, e questo basti. La politica di ipercementificazione è propria di Berlusconi (che non a caso viene dal mattone, come si sa); è peculiare di Caltagirone, che dal mattone ha costruito il suo impero, che tanti legami ha con il Mps di oggi. A Monticchiello c'erano 22 villette da edificare, sono diventate 95!! Si può parlare di "ecomostro" o meno, ma la deriva speculativa è assolutamente innegabile. E i verdi locali? Essendo alleati a tutti i livelli, hanno un atteggiamento che definire ambiguo e ondivago sarebbe riduttivo: come ho scritto, quello dei verdi locali è un vero "psicodramma".

D.: Tu parli pochissimo della sanità senese, limitandoti a citare un recente e noto fatto di cronaca. Questo significa che l'ospedale le Scotte va esente da critiche per quanto riguarda la gestione del potere da parte della "Casta"?

R.: È vero, nel libro c'è poco sull'ospedale (che a livello politico è di pertinenza regionale, per questo il Corriere di Siena - lodevolmente - ha fatto le sue giornalate...); ci sarà senz'altro di più nel prossimo libro...

D.: In merito alla Moschea di Colle affermi che il Sindaco Brogioni non concesse il referendum e che "si è dovuto assistere alla discutibile scena dei diessini locali che esultavano perché un tribunale - quello di Poggibonsi - aveva impedito ai residenti di esprimersi". Ma visto che lo statuto comunale di Colle sancisce alcuni precisi diritti in merito alle modalità in cui la cittadinanza può prendere parola rispetto alle questioni rilevanti sul piano locale, ci puoi spiegare cosa intendi quando affermi che l'esercizio di questo diritto è stato negato? Pensi che la nuova legge regionale sulla partecipazione possa essere uno strumento valido per garantire ai cittadini di non essere esclusi dalle decisioni su grandi interventi quali l'aeroporto di Ampugnano?

R.: Fassino dipingeva uno scenario in cui il Partito democratico - a livello locale - avrebbe fatto un referendum su ogni questione dirimente: la Moschea non lo è? E lo dice uno che - se a Siena ci fosse una realtà simil Veneto leghista - scenderebbe in piazza con i musulmani, sia ben chiaro, e che conosce l'Islam (ci ho fatto anche una conferenza meno di un anno fa) parecchio meglio di tanti che ne parlano, a Colle come altrove. Su come siano state gestite le cose, constato amaramente che il tempo mi sta dando impietosamente ragione, senza neanche dover aspettare anni ed anni...Sulla novità a livello regionale, non saprei proprio; vedo però che a Piancastagnaio le 870 firme raccolte da una lista civica per un referendum sulla geotermia sono state considerate carta straccia, in barba anche allo Statuto pianese, a quanto risulta!

D.: Nel tuo libro critichi aspramente il sistema dell'informazione locale, affermando che abbraccia e sostiene in maniera quasi del tutto univoca le posizioni del potere senese. Stampa di partito piuttosto che voce critica. Qual è secondo te la causa reale di questo scarso pluralismo? È qualcosa di collegato al potere e alla casta oppure l'offerta editoriale soddisfa così com'è il pubblico senese?

R.: Problema stampa (e radio, e televisione) locale; non parlo del libro - mai recensito da nessuno, nemmeno in modo negativo - ma parlo della manifestazione contro Ampugnano: La Nazione neanche mezzo rigo, proprio come sotto i regimi. Se ci vogliamo consolare, io sarei stato come minimo arrestato per quello che ho scritto, qui invece non è successo: se ci basta per consolarci, consoliamoci...il pubblico dei lettori - in generale - si forma anche per come lo abitui. Certo a Siena ha più diritto di parola sulla stampa (e in radio, e in televisione) un mezzo fantino che corre tre prove in vita sua, che non tanta gente che avrebbe molte cose intelligenti da dire. Poi c'è una triste conventio ad excludendum che va di padre in figlio; prima ancora che scrivessi La Casta di Siena, nei mesi precedenti - per un mio libro precedente, pubblicato dalla Kaos - sono stato intervistato da Radio Radicale, da Matrix, da Enigma, hanno scritto di me Il Corriere della sera, Il Venerdi di Repubblica e altri giornali nazionali; a livello locale, nessuno mi ha chiesto mezza intervista. Perché? Eppure il tema del libro (le false apparizioni della Madonna di Medjugorje) non credo che spaventasse più di tanto gli oligarchi senesi...

D.: Aiutami a capire meglio la "psicologia senese": mi è capitato spesso di sentire amici dire che prendere parola a Siena espone a dei "rischi" professionali se non sociali, giustificando così la loro poca propensione a esprimersi pubblicamente. Sia che questo sia un timore ingiustificato, sia che si tratti di una preoccupazione con qualche fondamento, sembrerebbe che una simile inclinazione all'omertà sia sproporzionata rispetto ai rischi che si possono correre qui da noi. Secondo te qual è la ragione di quest'atteggiamento passivo e quanto è diffuso veramente?

R.: La paura c'è, l'omertà è la più scontata delle conseguenze. Forse è spropositata, perché a Siena non si muore per la verità (speriamo, almeno...), ma di certo si perdono i posti di lavoro, o si rischia seriamente di perderli. Certo tanti cuor di leone non si vedono! Io ho scritto quello che ho scritto perché ho la coscienza pulita, un lavoro non controllabile dagli oligarchi in nessun modo (e un Preside intelligente), un po' di coraggio: il rischio era che il libro restasse semiclandestino, ma dopo aver esaurito le 1500 copie non credo che vogliano fare di me un martire, sarebbe controproducente per loro stessi.

D.: Nel tuo libro le critiche non si risparmiano: pure se il focus, a me sembra, è rivolto all'attuale maggioranza politica di Siena, elementi critici vengono sottolineati anche a carico dell'opposizione. Fatto sta che ad oggi il tuo libro corre il rischio di essere strumentalizzato proprio dall'opposizione. È qualcosa che avevi previsto? In questa realtà esiste secondo te una ricetta per veicolare un'informazione il più possibile neutrale?

R.: Rischio strumentalizzazioni; il pericolo c'è, indubbiamente. Credo sia inevitabile correrlo, ma quando - come dicevo - uno ha la coscienza pulita, le critiche lasciano il tempo che trovano. Io - tanto per dirne una - non ho mai, dico mai, parlato con Piccini prima dell'uscita del libro; mio padre l'ha visto quando era già in stampa, e mi ha sommerso di critiche (restate inascoltate). Chi mi conosce queste cose le sa benissimo, gli altri si arrangino!

Discussione:

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Francesco Antoni - 03/01/2008 17:01:23 CEST
Saluto Raffaele e Daniela!

Ottima l'idea dell'intervista. Io ancora non ho letto il libro, ma me ne sono fatta tenere una copia e la leggerò quando rientro in Italia.

Vi ricordo che esiste anche un'audio intervista su Radio Radicale. (Mi è garbata molto questa intervista, ma anche averne una audio è ganzo, no?)
Francesco Antoni - 03/01/2008 17:01:51 CEST
Ah, per trasparenza sull'informazione: non appena seppi che Raffaele avrebbe prsentato il libro a Siena ho inviato una email al Campo delle Idee perchè venisse pubblicata fra gli "eventi" a Siena.

Non lo hanno fatto e non mi hanno risposto.

Dura la vita della libertà di parola in questa Disneyland.
Francesco Antoni - 04/01/2008 12:01:46 CEST
Ecco su Repubblica del 3 Gennaio un articolo sul libro di Raffaele!

www.impegnopersiena.it

Sarebbe interessante intervistare il coraggioso giornalista (che si firma f.s.). Non ha avuto paura di diventare parte strutturale di una colonna di cemento.

Daniela! Adesso va intervistato anche f.s.!!! Chi sarà mai?
Francesco Carnesecchi - 04/01/2008 12:01:46 CEST
Lancio questo appello a Raffaele Ascheri sperando che frequenti queste pagine.
Visto lo sforzo dell'autore, ma anche le critiche espresse per l'assenza di alcuni punti chiave del suo lavoro porto questa proposta, a mio parere, facilmente realizzabile.
Non avendo Raffaele Ascheri ceduto i diritti del volume, egli è libero di disporne come vuole, si tratterebbe dunque di mettere on line i contenuti del libro in una piattaforma WIKI, dove gli utenti registrati possano intervenire per arricchire o correggere il testo.
La mia lunga frequentazione dei Blog "senesi" mi ha dato l'impressione che esista una comunità virtuale informata e pronta al dibattito, la "Casta di Siena" diverrebbe dunque un work in progress di tipo comunitario, dove attraverso la continua sorveglianza reciproca tra gli editori - utenti registrati arriveremmo ad un lavoro assai più completo di quello, per altro lodevole di un singolo.

Cordiali Saluti
Francesco Antoni - 05/01/2008 14:01:43 CEST
Ottima idea Francesco (Carnesecchi! - non me stesso).
Forse anche una pubblicazione in e-book potrebbe facilitare la diffusione.

Ma quel che è più importante è diffondere la presa di coscienza che l'apparato politco (compresi i concorsi esterni) e della stampa ha tentato di far tacere Raffaele Ascheri.

E' possibile nel 2008 in una nazione che si definisce democratica e in una città che si sente culla di civiltà millenaria?

Gente SVEGLIA!!! driiiiiiiiiiin! driiiiiiiiiiin!
Daniela Langella - 05/01/2008 15:01:38 CEST
Caro Francesco (Antoni),
visto che le parole hanno una loro importanza, mi preme sottolineare che non sono d'accordo sulla tesi che l'apparato politico e la stampa abbiano tentato di far tacere Raffaele Ascheri. Che invece l'abbiano ignorato probabilmente con l'intento di far evaporare nel nulla quanto da lui sostenuto, questo sì.
Un saluto caro e a presto.
Mr. Tambourine Man - 05/01/2008 15:01:13 CEST
Mi sembra che ci siano un sacco di esagerazioni in questo libro, come sempre succede con questa opposizione, che è tutt'altro che vergine di potere, anzi...

Il libro è una lista di piccolezze e sciocchezze, che messe insieme possono anche raggiungere un effetto comico o ridicolo, ma che sempre minuzie restano. Oltre tutto non c'è nessun equilibrio: non si tiene nessun conto delle tante cose fatte e positive, di cui le amministrazioni locali si fanno promotrici.

Come al solito si fa un sacco di rumore e si usano toni catastrofisti, invece di dare un contributo costruttivo alla vita politica della città.
Francesco Antoni - 05/01/2008 23:01:30 CEST
Per Mr Tambourine Man,

io il libro non l'ho neppure letto, il punto non è opposizione o maggioranza, il tema qui è la libertà di espressione.

E' assurdo che ogni giornale locale si sia rifiutato di dare notizia di un libro su SIENA su un tema che interessa molti.

E' un fatto statistico che le amministrazioni facciano cose buone e cose cattive.
Il punto è se fanno cose pensando ai cittadini oppure a gruppi di potere. Questa è la differenza fondamentale.

La casta serve un numero ristretto di commensali ed è normale che chi sia fuori dalla tavola imbandita si lamenti.

Che poi la casta facendo cose per se ne faccia anche per tutti è possibile, probabile, anche perchè deve farsi ri-eleggere e mantenere il potere di dare e togliere.

Tutte le amministrazioni sono soggette ad essere casta e quindi cercare di portare il discorso su maggioranza-opposizione come lei sta tendando di fare è fuorivante.

Come dice Pannella a volte: Palermitani e Corleonesi.

Non combattiamo la mafia, non appoggiamo nè palermitani, nè corleonesi.

La nostra responsabilità è quello di guardiani, ogni maggiornaza è destinata ad una deriva di casta o mafiosoide o antidemocratica.

Proprio per questo essere democrazia non è sufficiente, è necessario essere democrazia liberale.

A Siena non tutti hanno le stesse opportunità, dipende tutto dalle connessioni con la casta, per i posti pubblici, parapubblici, universitari, per poter operare con tranquillità la propria impresa, a molti livelli.

Questo è un male italiano non solo senese. E' un male che nasce quando c'è una burocrazia. E' quindi necessario essere vigili.

Che l'amministrazione faccia del buono! Benissimo!

Spero che anche Lei, nonostante il suo ottimismo, rimanga vigile!
Mario Ascheri - 06/01/2008 19:01:45 CEST
Grazie, caro Antoni, hai risposto molto saggiamente...ma anche un po' troppo benevolmente. Il nostro interlocutore sottovaluta intenzionalmente i dati del libro di Raffaele e non a caso non entra nel merito: quali sono i dati infondati? Non mi sembra che si tratti di inezie, visto che certi politici ne escono - come si dice - 'ricoperti'.
Piuttosto avrete notato che il Nostro opta per l'anonimato: perché? Ha paura di essere riconosciuto come spesso i cittadini senesi che hanno paura di rappresaglie per sé o i propri familiari da parte della 'casta'? No, nient'affatto, dato che 'noi' della contestazione alla 'casta' non abbiamo notoriamente nessun potere. No, il nostro Ardito è tale solo perché sa bene che i suoi argomenti sono risibili: non vuole essere riconosciuto perché si vergogna di quello che scrive, lui, l'Ardito!
Quel che invece andava detto - e Raffaele ha ricordato i rimproveri paterni che ora specifico - è che il libro ignora quasi integralmente - per non voler essere rimproverato di essere la voce delle liste civiche, come sarebbe puntualmente accaduto - quello che si va facendo in Comune da parte della maggioranza e quello che facciamo come opposizione: le battaglie per la legalità e la trasparenza dell'Amministrazione, per eliminare gli sprechi, per introdurre delle riforme positive: ogni proposta nostra è respinta perché.... viene da noi! Andate ai nostri siti (e in particolare a listecivichesiena.it) a leggere i documenti ufficiali. Ci troverete anche la perla di questa Amministrazione, chiaramente illegale: l'invito di sindaco e giunta ai consiglieri di maggioranza a non dare spazio alla minoranza, a non fare nulla assieme (anche se ragionevole, sottinteso) e in particolare e addirittura a bloccare accordandosi con gli assessori l'attività della minoranza facendo interrogazioni di comodo!
A questo è giunto il Buongoverno senese, che utilizza persino il Lorenzetti per fare pubblicità alla Quercia mettendola come logo de 'alla ricerca del buongoverno', una scampagnata tra amici di vecchia data purtroppo assai costosa per il contribuente senese. Nessun giornale ha parlato della risibile messinscena: a riprova del black out informativo di cui 'godiamo' a Siena!
Ma il "Corriere della sera" ha dato spazio alla polemica sul Comitato Nazionale per il 'costituto' (il testo proposto per il palio straordinario) e ora Repubblica e Unità di Firenze hanno parlato della Casta di Raffaele. Qualcosa scricchiola...e non perché noi siamo 'cattivi' e catastrofici, ma perché l'arroganza ha fatto fare troppi disastri: guardate la devastazione urbanistica, il traffico, la invivibilità ecc.: tutto quello che abbiamo denunciato nell'ultimo numero de La Balzana; in pochi anni la qualità della vita a Siena ha avuto un calo preoccupante. Non c'è da preoccuparsi?
Mr. Tambourine Man - 09/01/2008 11:01:36 CEST
Su gli articoli di F.S.:
Si tratta, credo, di Franca Selvatici della redazione fiorentina della Repubblica, che racconta spesso sulle pagine regionali le vicende senesi. Lo stesso Ascheri nel suo volume la cita spesso, riportandone interi brani tanto che alcuni capitoli sembrano costruito sulla cronaca regionale del giornale. Niente di strano, se non fosse per il più volte ricordato silenzio dei giornali senesi su qualunque questione scomoda.
Un esempio è l'articolo della stessa nelle pagine regionali 21 Dicembre. La vicenda riguarda un decesso per complicazioni cardiache alle Scotte. La notizia è apparsa anche sul Corriere di Siena, ma Franca Selvatici non omette di ricordare come il paziente sia stato operato a due giorni di distanza prima dal figlio e poi dal padre entrambi chirurghi vascolari. Il primo è, scrive l'autrice, "Francesco Setacci (...) vincitore all'età di 28 anni di un posto di ricercatore di chirurgia vascolare all'Università di Siena, dove il padre Carlo è professore ordinario della stessa disciplina", ricordando ai lettori che l'Università di Bologna si è dotata di un codice etico che avrebbe di fatto sottoposto il concorso almeno al vaglio di una commissione etica.
Queste notizie non sono apparse su Corriere o Nazione, e neppure lo sarebbero state, credo, sul Cittadino,no lo so abito più a Siena, resta il fatto che di qui a parlare di censura ce ne corre
Francesco Antoni - 09/01/2008 12:01:01 CEST
Per Tambourine Man,

sono d'accordo che non si possa parlare di "censura" e grazie dei chiarimenti su f.s. = Franca Selvatici.

Lei tira in ballo però un argomento che mi diverte particolarmente e che meriterebbe un articolo a parte (se non un sito a parte, come sta facendo Giovanni Grasso), ovvero le PARENTELE all'Università.

Sono una cosa talmente ridicola e penosa che meriterebbero una sceneggiatura per un film di Woody Allen. Il parente raccomandato infatti, per motivi che forse soltanto Freud potrebbe spiegare, RIMUOVE completamente dalla memoria di essere là per mera raccomandazione e inizia a pontificare come se anni di duro di studio e di meritocratica competizione l'avessero elevato dal volgo.

Tutto questo fa molto ridere fin quando...non ci si ricorda che nell'italietta i professori sono dipendenti dello stato porca vacca e quindi sono pagati con le mie esose tasse!!!
O-Zone - 15/01/2008 18:01:05 CEST
Bell'articolo ! Ricordo a tutti i curiosi che sul sito dell'associazione Grilli Parlanti (www.grilliparlanti.org) c'è una video-intervista a Raffaele Ascheri ed il video integrale dell'incontro pubblico presso la Sala dei Mutilati alla Lizza.
B.G. - 15/02/2008 09:02:07 CEST
E adesso spunta un Codice Etico anche nella Facoltà di medicina dell'Università di Siena.......meglio tardi che mai??
Tonio - 16/02/2008 02:02:35 CEST
per farsi due risate andare su youtube

la dominazione longobarda a Siena secondo l'università di siena

it.youtube.com
liliana - 19/02/2008 18:02:45 CEST
a raffaele ascheri vanno i miei complimenti per il notevole lavoro di ricerca e raccolta di informazioni, messe in serio collegamento.
Ne esce una specie di schema, che sorregge le scelte di gestione della città.E....allora...ansia ed esitazioni si fanno avanti.
BRAVO.
mah... - 15/05/2008 11:05:30 CEST
la serietà di un'inchiesta giornalistica dipende anche molto dall'indipendenza e dalla capacità di guardare i fatti, o no?
ci saranna pure alcune verità,nel libro di Ascheri, ma quante sono mezze verità, tagliate proprio dove faceva più comodo... Tutti sanno come l'eroe in questione, questo coraggioso Robin Hood, sia figlio di un noto professore universitario, che, a afine carriera si è buttato in politica. In una lista che sembra il cimitero degli elefanti: Un ex sindaco (piccini) che per capacità e titoli economici ha un mega stipendio a Parigi nel Monte dei Paschi, un ex prefetto che (si dice) abbia primo chiesto la candidatura a Forza Italia e poi abbia ripiegato sulle a liste Civiche... Se ci fate caso tutto, nel libro sembra nascere dopo la caduta di Piccini: non sarà che tutto è iniziato invece durante il suo lungo regno? Altro che casta: questi sono quasi in pensione e continuano a pretendere poltrone: se non sono accontentati, via alle liste civiche! Forse mi sbaglio, ma una certa acredine di Piccini contro il Vescovo e l'economo non sarà dovuta al fatto che il cambio di Vescovo è coinciso con il suo allontanamento da Siena? c'è poi un altro problemino: l'attuale compagna di Ceccherini (presidente della Provincia) aveva precedentemente una relazione con il giovane Ascheri: un pò geloso? allora sappiatelo: La Casta di Siena non è un coraggioso libro denuncia: è un libro di parte politica, di acredine, con qualche verità e altrettante calunnie
stefano buzzelli - 11/06/2008 14:06:31 CEST
ricordo a tutti i senesi che piazza del campo di siena virtuale in second life si mette a disposizione per recensioni, interviste e quant altro sia cultura e denuncia di malcostume. Un canale in più per far sentire la propria voce.Volendo anche con stream digitale dal reale.
Non vuole essere un annuncio pubblicitario, ma l offerta di uno strumento in più offerto dal web.
STEFANO BUZZELLI - 12/06/2008 14:06:38 CEST
mario ascheri - 13/06/2008 00:06:45 CEST
Caro Buzzelli,
non ho il Suo indirizzo e-mail!
Anonimo - 01/10/2008 16:10:48 CEST
Seicentomila euro: questa la richiesta complessiva che la Curia senese, con un azione civile, ha deciso di avanzare nei confronti di Raffaele Ascheri, autore di un libro, "La Casta di Siena", che punta il dito sulle autorita' ecclesiastiche della citta' toscana.
In particolare Ascheri critica l'arcivescovo, Antonio Buoncristiani, e l'economo della Curia, monsignor Giuseppe Acampa, rinviato quest'ultimo a giudizio per incendio doloso e calunnia in relazione ad un rogo scoppiato nei locali dell'archivio della Curia nell'aprile del 2006. In citta' "La casta di Siena" si e' rivelato essere un vero e proprio caso editoriale: cinquemila copie, un vero e proprio record. Anche perche' , oltre la Curia senese, ad essere presa di mira era anche gran parte dei personaggi che contano nella citta'. (AGI)
Aramis - 02/10/2008 10:10:47 CEST
Visto l'influenza delle correnti politiche senesi su tutta la provincia, con i relativi giochi di potere, lottizzazioni ecc... mi auguro che il libro di Ascheri venga diffuso anche nelle librerie della Valdelsa e su tutto il territorio della Provincia.
Cambiano i nomi, ma i fatti portano sempre la stessa matrice, il solito modus operandi.
C'e' bisogno di esempio, specie sul nostro territorio. Mi auguro che il libro di Ascheri muova le coscienze e desti dal torpore di cio' che comunemente viene, da troppo tempo, dato per scontato. Mi riferisco, per non essere tacciato di ermetismo, a quelle "seggiole", che da decenni (oramai), sono sempre sotto i soliti deretani.
Cambiano le persone, ma il "sistema" è sempre lo stesso.
La storia insegna che un potere detenuto dalle stesse bandiere per tanto tempo, alla fine abitua le genti, per rassegnazione, anche all'accettare scelte di governo discutibili.
Troppo spesso si sente dire **che ci vo' fa'!!!.....tanto comandan loro**
Ben vengano, quindi, libri come quello di Ascheri.
Allo scrittore tutta la mia stima.
Mi auguro che continui su questa strada.
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